Leon Battista Alberti; Cosimo Bartoli [Editor]
L'Architettvra di Leonbatista Alberti: con la aggiunta de disegni — Florenz /​ Firenze, 1550

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proemio

perche egli ha trouato molte cole priuatamente & pubicamente fenza dub-
bio vtiliidme; & allo vfo della vita fiumana fommamente accomodate .
Quante honefliflìme famiglie haurebbon perdute, & la nollra et le altre Cit-
tà del mondo, rouinate del tutto per la ingiuria de’ tempi : le le paterne habi-
tationi non le hauelfero ( quad come riceuute nel grembo de loro antichi) di-
fefe & fluorite . Dedalo ne luoi tempi fu grandemente lodato,per hauer
fatto apprelfo de i Selinuntii vna danza in volta, nella quale li i accoghclìe vii
vapore tanto tiepido & piaceuole; che monelle i corpi à mandar fuori gra-
uiifimi fudori : & gli lànalTe con grandilfima dilcttatione . Clic dirò io
degli altri che andarono inuedigando molte cole dniili a quede ; atte a gioua
re alla fanita : come luoghi da farfi portare, da notare, le dufe & altri limili.
O à che racconterò io,i carri & gli altri indruméti da portare, i Mulini,gli ho
riuoli,& fimili cofe minute : lequali niente di meno fono al viuer nodro di grà
didimo momento ? À che le abbondanzie delle acque cauate de piu fecreti et
ripolli luoghi; & efpode à tanto varie & efpedite comodità degli huomini ?
A che i Trofei ? i Tabernacoli : gli Edificò facri, le Chiede & limili, trouate
per il culto diuino & vtilita de poderi ? A che finalmente le tagliate Ripe, i fo
rati Monti,le ripiene Valli,i ridretti Laghi gli sboccati Paduli nel mare, le fa-
bricate Naui, i dirizati Fiumi,le aperte Foci,i piantati Ponti,i fatti Porti, non
fidamente prouedendo à le comodità degli huomini per à tempo : ma apren
doli la via da potere andare per tutte le prouinciedel mondo. Onde è nato
che gli huomini fcambieuolmente hanno infieme accomunato luno alalrro le
vettouaglie le fpetierie, le gioie, & le notitie, & cognitioni delle cofe, & tutto
quello checvtile alla falute& al modo della vita. Aggiugni à quedo gli In-
donnenti & Machine da guerra; le Fortcze, & quelle cofe che fanno di bifo-
gno à difendere la liberta della Patria,& à mantenere fhonare,& ad accrefce
re la grandeza della Citta : & ad acquidare & à dabilire vno Imperio. Io
certo mi penfo che fe fi dimàdallero tutte quelle citta,le quali dapoi inqua che
è memoria degli huomini fon venute per aifedio , l’otto lo imperio dain i ; da
chi elTe fudino date foggiogate & vinte; elleno certo direbbono,dallo Archi-
tettore : Et di edere date fodicienti afprezare facilmente lo armato inimico ;
ma non già di edere date podenti di durare contro alla forza dello ingegno ;
& alla grandeza delle Machine, & allo impeto de gli indrumcnti bellici; co le
quali cofe lo Architettore le drigneua,le infedaua,& le rouinaua. Et codi per
il contrario diranno quelle che.fono date alTediate 4 di non fi elferc chiede con
alcuna altra cofa, piu che con lo aiuto & con le Arti dello Architettore

maggior

Et fe tu andrai efaminando le fatte efpeditioni;trouerrai forfè che la
p'arte delle vittorie fi fono acquetate piu todo per le arti, & per le virtù» de
gli Architettori : che per i gouerni,ò per le fortune de Capitani ; Et che lo ini
mico e’ dato piu volte fuperato & vinto dallo ingegno degli Architettori, fen
za le anni de Capitani ; che dalle armi de Capitani, lènza fingegno deMi Ar-
chitettori . Et quel che grandemente importa,e che lo Architettore con po-
ca gente,& lènza perdere i foldati,vince. Hor fia quanto alla vtilita detto aba
danza. Ma quanto il penderò & il difeorfo dello edificare diletti, & lìa fitto
dentro neglianimi degHiuomini, fi vede da molte colè ;& da queda ancora,
che


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