Leon Battista Alberti; Cosimo Bartoli [Editor]
L'Architettvra di Leonbatista Alberti: con la aggiunta de disegni — Florenz /​ Firenze, 1550

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della architettvra

accade che fé tu non lo disfai,di racconcilo,tene penti continouamente,per la
offe fa del difetto; o le tu lo getti in terra,lèi bialimato per conto della fpefa &
del danno,& acculato di leggerezza,& di inftabilità d’ingegno. Suetonio di
ce che Iulio Celare hauendo cominciato da fondamenti vno editino in Ne-
morelè, & finito con grandissima fpefa ; perche egli non flaua per tutto cofi i
apunto,come egli fharebbe volutolo disfece tutto. Della qual’ cola certo an
cora inlino da noi poderi c da efferne biafimato; o fi perche egli non antiued
de a baldanza,quel e colè che gli bifognauano.o fi forfè perche dipoi, per er-
ror di legerezza hebbe jn odio quelle cofe,che ftauano bene. Laonde io cer-
to lodo lcmpre grandemente,lo antico coftume delli edificatori, che non fo- io
1 amente con difegno di lince, di con dipintura, ma con modegli ancora, &
efempi, fatti di afsicelle, o di qual5 altra cofa fi voglia,fi efamini,& penfi, & ri-
pentì,piu & piu volte con configlio di huomini elèrcitatilsimi, tutta la opera,
& tutte le mifure delle parti lue, prima che noi ci mettiamo a far’ cofa alcuna
alla quale fi ricerchi di fpefa, & cura. Nel fare i modegli ti fi porgerà occa- t*
fione di vedere & ben confiderare la ragione & la forma, che debba hauere
il fino,nella Regionejche (patio fi debba dare al fito,che numero & ordine al-
le parti, come debbino eifer fatte le facciate delle mura, che {labilità & fer-
mezza habbino ad hauere le coperture : Et finalmente tutte quelle colè, che
nel libro difopra habbiamo racconte. Et in quelli potrai tu lènza pena,libera
mente aggiugnere, diminuire, tramutare, rinnouare, di riuoltar finalmente
ogni cola l'otto fopra, infino a tanto che ogni di qualunche cofa flia come tu
vuoi,& fia da lodare. Aggiugni che tu efaminerai,& faprai(il che certo non fi
dee difpregiarejil modo, di la fomma della futura {pela, la larghezza,la altez-
za,la grolìezza,il numero,la ampiezza,la forma, la lpecie,& la qualità di tut-
te le colè come allo ftar5 bene habbino da eller5fatte,di da quali artefici : Per-
cioehe e’ fi laprà piu chiara di elplicata la ragione & la fomma delle Colonne
de capitelli,delle bafe, delle cornici,de lrontilpicii,delle impiallacciature, de
pauimenti,delle ftarue,& di limili altre colè, le quali fi appartengono, o a ila-
bilire,o ad adornare vnoedifitio. Non giudico fia da pretermettere che il 30
far modegli lilciati, & per dir’ cofi arruffianati da dilicatezza di pittura, non
s afpetta a quello architettore che li vuole ingegnare dj inlegnare la cofa; ma
c officio da Architettore ambinolo , ilquale li sforzi allettando gli occhi, di
occupado 1 animo di chi gli riguarda, nmuouerlo dalla difeufsione delle par
ti,che fi debbono confiderare,di inducerlo a marauigliarfi di lui.Per il che io
non vorrei che i Modegli fi finilsino troppo elattamente, ne troppo dihcati,
ne troppo terfi,ma ignudi di (empiici, ne quali fi lodi piu lo ingegno dello in-
uentore,che la arte del maeflro . Tra il dilegno del dipintore, & quello dello
architettore, ci c quefla differenza, che il dipintore fi affatica con minutifsi-
me ombre,di linee, di angoli far ribaltare di vna tauola piana in fuori i riheui: 40
& lo architettore non fi curando delle ombre, fa rifaltare infuora i rilieui me
diante il difegno della pianta,come quello, che vuole che le cofe fue fieno ri-
putate non dalla apparente profpettiua,ma da verifsimi fcompartimenti.fon
dati fu la ragione.Per tanto bifogna fare in tal modo i Modegli,& efaminarli
teco fteffo>& infieme con altri,tanto diligentemente} di riuederli di nuono di
da




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