Leon Battista Alberti; Cosimo Bartoli [Editor]
L'Architettvra di Leonbatista Alberti: con la aggiunta de disegni — Florenz /​ Firenze, 1550

Page: 269
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della àrchitettvrà

di Diana Efefia,che alcuni dicono che era di Ebano,& Mudano dice che ella
era di Vite,Peras che fece il Tempio di Argolica,& vi confecrò la figliuola
per BadeiTa vi fece vn’GiouedW troncone dun pero. Furono alcuni che
proibirono che gli Dii fifculpifsino in pietre, perciò che elle fono dure &
crudeli, Rifiurauano ancora loro, & l’argento perche nafceuano di Terra
Iterile,& infelice,& perche haueuano vn colore pallido da infermi, & il Poc
ta dice cjueffci verfi.
' CjiMe in fipicciolo dlbergc


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Ritto agrdrìpend,<& nelld deflrdmdno
xyAlto teneud Vnfulmm

Appreffo a gli Egizzii furono alcuni che fi penfarono che Dio fuffe di fuoco.
& che egli habitaffe nello elemento del fuoco, ne potere edere comprefo dal
fenfo degli huomini,& pero feciono gli Dii di cridallo, Alcuni alrri fi penia-
rono che fuiTe bene fare gli Dii di pietra nera penfando che taf colore fufie
incomprendibile ; Altri finalmente di oro per confarfi il colore alle delle, ma
io fon dato folpefo di che cola fia bene fare le datue delli Dii, Tu dirai certa
mente che quella materia in che fi ha a intagliare la immagine di Dio, bifo-
gna che fia oltramodo degna ; accodafi alla dignità quella cofa,che e piu che
Taltre raramente dimeno io non fon tale,che io le voglia fare di fale,fi come
dice Solino che erano doliti di farei Siciliani; ne come dice Plinio anco di
Vetro,ne di oro mafsiccio,ne di argento ancora;non perche io la intenda co
me coloro che ciò recufauano,per edere nato di terra derile, & di color’pal-
lido. Ma ci fono molte cagioni che acciò mi muouono,infra le quali ci è que
da,che io mi perfuado che e’ fi appartenga alla Religione, che quelle darne,
che noi porremo da douerli adorare come Dii fieno per quanto piu fi può fi
miliaeisi Dii; giudico adunque che gli huomini mortali le habbinoafare
quanto piu poffono Immortali, o qual’ dirò io che fia la cagione perche fi di-
mi tato vna riccuuta oppenione da nodri maggiori di codi fatte code? che e’ fi
tenga per certo,che in quedo luogo vna dipinta Immagine d’uno Dio ci efau
difea, & in quedo altro vna datua del medefimo Dio,non efaudifea non che
altro le orationi,& 1 Voti de gli huomini giudi ? che piu, fe tu tramuti le rne-
defime datue da luogo a luogo,alle quali il vulgo iolcua portare grandifsima
reuerentia,non trouerrai chi piu gli creda,o gli faccia voti,come fe elle fuci-
no tallite ; bifogna adunque che elle habbino i luoghi loro dabili, propii, &
dignifsimi. Dicono che e’ non ci è memoria alcuna infra gli huomini che di
oro fi lia vido lauoro alcuno eccellentiisimo, come che il principe de metalli
fi fdegni di eiler’rroppo honorato dalle mani de gli Artieri, fe quedo è cofi,
non è bene fare le datue de gli Dii che noi vorremmo fare conuenicntifsime
di Oro. Oltre a che alcuni tirati dal deiiderio del’Oro piu facilmente fonde-
ranno tutta la datua,clic fidamente la barba efiendo d Oro. Piacerammi mol
to di bronzo,fe già non mi diletterà piu il candore del bianchifsimo marmo.
Ma nel Bronzo vi farà vn’ certo che, che io primieramente loderò riipetto al
durare affai, purché noi le facciamo tali, che e’ fia maggiore il peccato nel
guadarle,che il guadagno nel fonderle,per farne poi altro. Sieno veramente
tali come fe noi le haucfsimo fatte con il martello, o di lamine fottililsime
fondute,


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