Leon Battista Alberti; Cosimo Bartoli [Editor]
L'Architettvra di Leonbatista Alberti: con la aggiunta de disegni — Florenz /​ Firenze, 1550

Page: 330
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libro, nono.
0ìe e\f deb he hauer rifletto m tutte le cofe,<& mafsìmo nella re hit et tura, ab
la utihta,& alla Parfìmoma, & degli addornamentt della cafa Re-
gale,Senatoria,®* finjolare. (ap. I.
G L i c di necefsità che noi ci ricordiamo che de gli edi
fidi de priuati, alcuni Temono per habitare nelle città
& alcuni per le ville ; <5c di quelli ancora alcuni fi ap-
partengono a cittadini di piu baffa mano,et alcuni a cit
ladini piu nobili & piu fplédidi,& noi habbiamo a trat-
tare dello addornare tutti quelli,ma prima voglio che
noi decorriamo di alcune cole che fanno à quello prò
polito, Io veggo che apprefio de noflri antichi a gli
15 huomini prudentifsimi,& modeftifsimi piacque grandemente, fi in tuttefal-
tre cofe,& publiche & priuate, fi ancora in quella cofa del murare la tempe-
ranza,& la parlimonia & truouo,che e3 giudicarono che e’ fufsi bene leuar
via & rafrenare ne cittadini per tal3 conto ogni llraboccheuole, & fouerchio
fpendere,& che eglino proueddono a quella cofa,& per via di leggi,& pervia
*• di comandamenti con ogni indurtt*ia,& diligenza, fi che apprefio di Platone
erano approuati coloro che hauefsino ordinato per legge, quel’ che io difsi
altroue,che nefluno conducefie pitture di nefiuna forte che fufiìno piu belle,
che quelle che fi trouauano ne Tempii de gli Dii dipinte da gli antichi,& non
volle che il Tempio fi addornafie daltra pittura che di quella vna fola, che
*5 vn3 fol3 pittore potefie fare in vn5 fol*giorno,& voleua che le ftatue medefima
mente delli Dii fi facefsino fidamente,o di legno,o di pietra,& che il bronzo
o il ferro fi lafciafie per i bifogni della guerra,della quale erano mflrumenti.
Demollene lodaua molto piu 1 coflumi de Tuoi Atheniefi antichi, che e3 non
faceua quegli di coloro che erano al tempo fuo ; Conciofia che e3 diceua che
}o egli haueuano lafciati loro vna infinità di edifitii publichi, & mafsimo Tem-
pii tanti,& tanto magnifici,& tanto bene addornati,che e3 non gli era rimaflo
luogo da potergli fuperare. Ma feciono gli edifitii priuati con tanta modeflia
che le cale de piu honorati cittadini non erano molto difsimili da quelle de
cittadini piu mediocri,di maniera che infra i mortali par che eglino ottenef-
H fero di e ile r3 quelli che fupcrafsino la inuidia,con la gloria.Ma a Lacedemomi
non pareua già che colloro fufsino da efier’ lodati,conciofia che egli hauefsi-
no abbellita la lor città piu follo mediante la mano de gli artefici, che median
te la Moria delle cole & gli pareua di meritare piu lode di loro, perche gl’ha-
ueuano addornata la città loro,di virtù piu che di muraglie . Non era lecito
40 apprefio di loro fecondo le leggi di Licurgo hauere 1 palchi lauorati altrimen
ti che con la fcure,& le porte con la lega.
Hauendo Agefilao vedute in Afia alcune traui riquadrate nelle cafe, fe ne
rife,& Mi dimandò fe per auuentura fufsino di lor’natura nate quadre, el’ha-
rebbono fatte tonde,& bene certo. Conciofia che ei penfaua fecondo quella
antica modeflia de fuoi, che le cafe de priuati fi douefsino edificare fecondo
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