Leon Battista Alberti; Cosimo Bartoli [Editor]
L'Architettvra di Leonbatista Alberti: con la aggiunta de disegni — Florenz /​ Firenze, 1550

Page: 364
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V


DELLA ARCHITETTVRA
DI LEONBATISTA ALBERTI
LIBRO DECIMO.

IO

I*

Ve Vifettì deìli e di filande na/chino,quali fieno quelli, che fi'pofiino correggere & quaino,
dadi „Architettori, e> quai cofefiien quelle, che faccino cattiua

I

aritu%

Cap. 1.


E D A QV I inanzi noi habbiamo a difputare de difet
ri,da emendarli,delli edifitii,é bifogna conlìderarc qua
li lieno certamente quei difetti che fi polfono dalle ma-
ni delli huomini emendare. Perciocbe i Medici in
quello medef mo modo giudicano, che nel conofcerc
la qualità del male d’uno infermo, confida, la fomma
de rimcdii da guarirlo . I difetti delli edifitii, & publi-
ci & priuati alcuni fon’ nati,& caufati dallo Architetto-
re, & alcuni vi fono dati portati d’altronde ; & di quelli ancora ad alcuni li
\o può riparare con l’arte,& con lo ingegno,& ad alcuni altri non li può dare ri-
medio alcuno. Dallo Architettore procedono quelli,che noi dicemmo nel
paffato libro quali modrandolia dito. Conciona che alcuni fono difetti
dello animo,& alcuni delle maniidt Ilo animo fono,la demone,lo {'comparti-
mento,la didributione,il linimento,mai latto,difsipato,& confufo. Ma i di-
is fetti delle mani fono lo apparecchiamento delle cofe,il prouedcrle,il murar-
le, & metterle mfieme poco accuratamente & à cafo & limili, ne quai difetti,i
poco diligenti,& mal’ coni!derati facilmente incorrono . Ma i difetti, che
procedono d’altronde,apena penlò io che fi pofsino annouerare, tanti fono,
& tanto vani,infra i quali ci e cucilo che e’ dicono,che tutte le colè fono fupe
io rate & vinte dal tempo, & che i tormenti della vecchiaia lono pieni di inlidie
& molto potenti,ne polTono i corpi sforzarli cótro a patti della natura di nó
inirecchiare, talmente che alcuni penfono che il Cielo lìdio fa mortale per
quello lolo che egli è corpo, & lappiamo quanto pollalo ardore del Sole;
quanto i diacci; quanto le brinare,ci quanto i venti. Da quelli tormenti veg-
15 giamo i durifsimi fafsi confumarli,aprirli,& infracidarf ;& col tempo fpiccar
li dalle alte ripe,& cadere fafsi oltra modo grandmimi,talmcte che rouinano
con gran’ parte del Monte.aggiugni a quelle le villanie,che fanno gli huomi-
ni,Coli mi guardi Dio,come alcuna volta io non pollo fare che c’ non mi veti
ga a lìomaco, vedendo che per llracurataggine di alcuni ( per non dir’ colà
4o odiofa) che direi per auaritia,e’ li coniente di disfare quelle muraglie,allequa
li hà perdonato mediante la loro maielìà il barbaro, & rinfuriato inimico,&
a le quali il tempo peruerfo & olìinato difsipatore delle cofe, acconfennua
che ancora lìellero eterne . Aggiugnici i caf repentini de fuochi, delle faer-
te , de rremuoti, & delli ìmpeti delle acque,& delle inondatiom, & delle a’tre
molte cole,che di giorno in giorno,l’impeto prodigiofo della Natura ne può
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