Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

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P R E F A


I O N E.

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J Architettura è Parte di fabbricare, e prendo varie denominazioni secondo le diversità
de suoi oggetti. Chiamasi Architettura civile, se il suo oggetto si raggira intorno alla costru-
zione delle fabbriche destinate al comodo, ed a’ varj usi degli uomini raccolti iri civil società.
Se lo scopo è di fabbricare nell'acqua, e di renderne per mezzo di macchine l’uso più facile*
dicesi allora Architettura navale. Finalmente vien detta Architettura militare, se impiegasi a
fortificare i luoghi per difenderli con solide costruzioni dagl’insulti de’ nemici, e dagli sforzi
degli strumenti marziali. L’Architettura civile è l’arte di comporre e costruire edifizj per
comodità, e per i differenti usi della vita, quali sono i Tempj, i Palazzi, gli Archi trionfa-
li, ec. Qualunque fabbrica, per potersi dire compita, dee sempre avere i tre requisiti se-
guenti: solidità, comodità, e bellezza. Solida e stabile è una fabbrica, allorché nel tutto
e nelle parti va esente da ogni pericolo di rovinare, o deteriorare in breve tempo. La solidità
di un edilizio dipende dalla particolare scelta de’ materiali, e dall’unione di tutte le parti
insieme, come ancora dalla proporzione delle forze prementi sopra le resistenti, e dal vero
appoggio di quelle sopra queste. La solidità dunque consiste nella giusta grandezza, disposi-
zione e situazione del tutto e delle parti relativamente all’uso, a cui l’edilizio è destinato.
La bellezza dell© fabbriche dipende da quattro pi incip j, e sono la Simmetria, l’Euritmia, il
Decoro, e gli Ornati. La simmetria consiste nella proporzione delie parti fra loro e col tutto.
L’euritmia è la conveniente posizione, ordine e mutua corrispondenza delle parti, qual è,
p. e., fra le finestre d' una facciata, ove siali tutte disposte sopra la medesima orizzontale,
ed in egual numero tanto a destra, che a sinistra, e di una più nobile ed ampia nel mezzo.
Il decoro consiste nel convenevol uso della simmetria e dell’euritmia , e nella giusta relazio-
ne tra un edifizio, e chi Io deve abitare; tra gli ornamenti e la quantità della fabbrica,
scegliendo ed applicando i più convenienti secondo la magnificenza, mediocrità, semplicità
dell’ edifizio . Altre proporzioni, disposizioni ed ornamenti richiedonsi per una Reggia, altre
per un Tempio, altre per un Teatro, ed altre per una Casa da campagna. I principali ornamenti
per una fabbrica sono gli ordini d’architettura. Da tutto ciò si può in qualche guisa comprerà
dere con ({nauta ragione l'arte di fabbricare sia stata chiamata Architettura, la quale secondo
T etimologia della sua voce significa scienza direttrice di tutte le altre , ovvero l arte la piu
eccellente di tutte. Quali cognizioni non richiedonsi per essere un compito Architetto? 11 vero
Architetto è direttore di quasi tutte le arti ; mentre dee in ogni cosa che gli si presenta
disporre, regolare, giudicare e risolvere secondo quelle inchieste che gli vengon fatte.
Io qui mi sono proposto di trattare solamente degli Ordini, ne’ quali la gioventù.suole ini-
ziarsi per apprendere l’Architettura. L’arte di fabbricare ò antica al pari de’ bisogni, che
ebbero gli uomini di ricoverarsi e difendersi dalle ingiurie dell'aria e dalle stravaganze de’
tempi. Aia l’arte di ornare, ossia l’invenzione degli Ordini non è già d’uifepoca così remota.
La scienza architettonica si deve ai Greci, i quali sotto il secolo d’Alessandro Macedone la
portarono al maggior grado di perfezione. I Romani furono imitatori de’ Greci, e Roma nel
secolo di Augusto gareggiò con Atene nella bellezza dell’Architettura, e la sorpassò nella
maestà e magnificenza. Decadde poscia il buon gusto al decadere del Romano Impero, cd
alla rovina di questo rovinò 1’Architettura insieme con tutte le scienze e Lei le arti. Allora
il buon gusto fu smarrito in Europa, ed alla bella Architettura Greca e Romana successe
una mostruosa, pesante, sproporzionata ed oscura (*). Peggiorò sotto i Longobardi, e sotto.
Carlo Magno. Nel decimo secolo si stravolse, e dalla■ goffezza balzò ad ima leggerezza la più.
ardita, divenne tutta traforala, e merlettala, c questa viene chiamata Colica. Si rin grevi di
nuovo nè’ secoli dccimotcrzo c decimoquarto sotto il nome di Greca moderna, combinando V'Ara**

(*) Milizia. Memorie degli Architetti antichi e moderni. Tom. I.
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