Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

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» PREFAZIONE.
Ifesco cogli Ordini Greci di passabili proporzioni. Finalmente , risorte le scienze e le arti nel
secolo decimoquinto , risorse anche la bella Architettura Greca-Romana , o per dir meglio ne ri-
sorse la stima. Gran differenza passa tra lo stimare, e Veseguire. E da tre secoli che per tutta
V Europa si fa grandissimo conto. dell' Architettura Greca, e si vilipende la Gotica. Ma nell''ab-
bandonar questa si eseguisce quella.y Pare che ne sia risultata una nuova spezie di Architettura
ugualmente lontana dalla sveltezza Cotica, e dalla maestosa eleganza Greca. Ella ha del pe-
sante , e molto dell9 arbitrario , e del capriccioso .
Degli antichi Autori d’Architettura non ci è riinasto che il solo Vitruvio , il quale fiori
nel Lei secolo d’Augusto. La sua eccellente Opera ha meritato i commenti di molti valenti
uomini, ed ha servito di gran lume ai principali Architetti moderni. Collo studio di Vitru-
vio , e colf attento esame de" preziosi monumenti antichi esistenti in Roma, in Pesto, in
Atene ed in Corinto ec. i più sublimi ingegni sono pervenuti a ristabilire la bella Architet-
tura antica, ed a prescriverne le regole. Fra gl5 Italiani si contraddistinsero Ciò. Battista Al-
berti, Sebastiano Serlio, Andrea Palladio, Tignola, e Scamozzi; tra’ Francesi si resero autori
di merito Filiberto de Lorme, Perault, Chambray, Firczier; la Germania ha prodotto Ni-
cola Colman, e l1 Inghilterra Wotton, le di cui regole sono state dimostrate da Wolfio nei
suo corso matematico. Tutti questi Autori sono varj nelle loro regole; qual meraviglia? Varj
sono i monumenti, donde tali regole sono state desunte. Non si può forse giungere alla bel-
lezza per varie strade? Ma di tutti questi ed altri trattati d’Architettura, niuno ha avuto
più corso di quello fatto dal Tignola sopra i cinque Ordini. Egli è il manuale degli Archi-
tetti. La sua chiarezza e facilità delle sue regole, la bella scelta e l’eleganza de’ profili,
e modanature, la sua attenzione esatta a non dar cosa, che presa non fosse dall'antico, gli
hanno acquistato una specie di superiorità sopra gli altri; perciò ha meritato un’ampia dilu-
cidazione da Daviler , e tante replicate edizioni eseguite in varj modi per Europa. Ma ve-
dendo ora, fra tante edizioni pubblicate, la necessità di farne (per consiglio di molti) una
nuova che esatta fosse tanfo nei profili ed ornamenti, quanto nelle ombre, che dal libro da
me pubblicato per le regole del Chiar-oscuro ho dedotte; mi appigliai pertanto in gran parto
all’utile teoria del Tignola di Spampani ed Antonini, ed ho premesso lo stesso breve trattato
di Geometria pratica , correggendolo in varie parti , quindi la vita del benemerito Barozzi .
Stimai opportuno di unire all’ Opera del Tignola il paralello degli Ordini de’ più accreditati
Autori, disponendoli collo stesso metodo dello Spampani ed Antonini; ma avendovi riscontrati
non pochi sbagli nei rapporti per le misure, ed anche nella teoria, come agevolmente vedere si
potrà, che il dado del piedestallo non è quasi mai perpendicolare al plinto della base ec. ; dopo
molte osservazioni ho trovato indispensabile di ricorrere nuovamente ai fonti originali , per
calcolarli colla maggiore esattezza che mi fu possibile, riducendoli ad una scala medesima,
e dividendo in parti sessanta un modulo, cioè il diametro della colonna inferiore. Le edizioni,
di cui mi sono servito per combinare il suddetto paralello, sono il \ itruvio commentato da Monsig.
Daniel Barbaro, edizione del 1556; Scamozzi, edizione del 1615 ; Tignola, edizione del 1607;
Palladio, edizione del 1070; Serlio, edizione del i55a. Da questi Autori ho tratto il presente
paralello. In fine ho messo, ad oggetto di risvegliare vieppiù la memoria de’ principianti, un
Vocabolario de’ termini architettonici i più usitati e necessarj, colle relative spiegazioni,
avendolo in parte estratto dal Dizionario universale d’ Architettura di Baldassarre Orsini.
Queste mie fatiche sono dirette al pubblico vantaggio degli studiosi della bell’arto dell’Ar-
chitettura , pregandoli ad aggradire almeno le intenzioni di esser loro utile.


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