Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

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INTRODUZIONE.

CAPITOLO SECONDO.
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2.0. T-Ja riga ed il compasso sono i due primarj stromenti, di cui servesi la Geometria nelle
sue operazioni. Le prime operazioni che si fanno colla riga e compasso, sono descrivere una
linea retta fra due punti dati; prolungare una retta data a piacere; prolungarla tanto che
divenga uguale ad una retta data, ovvero toglierne una parte che sia eguale ad una retta
data , o toglierne una parte tale, che la rimanente sia uguale ad una data; segnare in una retta
indefinita un dato numero di parti tutte uguali ad una data misura ; da un dato centro descri-
vere un arco di cerchio ^ o un cerchio intero con un raggio dato, o col raggio a piacere ec.
Sono tutte queste operazioni semplici e per se facilissime, talmentechè potrei supporle senza
trattenermi in descriverle. Contuttociò le descriverò, ma con tutta la possibile brevità.
ai. Fra due punti A B si tira una retta, applicando loro la riga in modo che tocchi i punti
dati, e guidando la penna o Tapis ec. in modo che tocchi sempre la riga dal punto A al
punto IL Se la data A B dee prolungarsi verso D, se le adatta la riga in modo che ne tocchi
una parte da B verso G , ed in parte sporga fuori dalla retta A li verso D , e si guida la
penna da li in D in modo che tocchi sempre la riga ; e se si vorrà prolungare anche in E,
si farà nello stesso modo sovra indicato ( F. 35. 36.).
22. Dalla retta A li si toglie la parte A C uguale alla data li E con aprire prima il com-
passo tanto, che fissata una punta in D, 1 altra giunga in E, e poi trasportare una punta in
A, ed osservare e segnare il punto C, a cui giunge F altra punta del compasso, ritenendo la
medesima apertura (F. 37.). Per aggiungere alla data Ali una parte liF uguale alla DE, si
prolunga prima A li in X a piacere, e poi dalla li X si toglie li C uguale a DE; che se si
vuole aggiungere ad Ali una parte li C, talché insieme con AB faccia una retta ugnale
alla data GII, prolungata a piacere Ali in X, se ne toglie la parte AF uguale ad HG.
Finalmente sulla retta indefinita A Z si segnano le parti Ali, BC, C1J, D E ec. uguali
alla misura data X\, prendendo l’apertura di compasso corrispondente alla XY, e poi ap-
plicandola alla AZ da A in B, da B in C, da C in D ^ da D in E ec. tante volte quante
si vuole , e segnando i punti A , B , C , D, E ec. ( F. 38. ) .
2,3. La riga buona si conosce applicando Pocchio ad una sua estremità, ed osservando se
copre tutti gli altri punti; ovvero tirando con essa in carta una linea a piacere fra due punti,
e poi un-'altra fra i medesimi punti colla riga rivoltata. Se la riga è buona, la seconda linea
cadrà tutta sopra la prima. Il compasso è buono, quando ritiene fedelmente qualunque aper-
tura, e le sue gambe non si rimuovono se non con qualche forza, e quando con una stessa
forza senza trabalzi passa da qualunque apertura ad un’ altra . Quando si può adoperare il
piccolo deesi preferire al grande, perchè è sempre più fedele. Nelle operazioni in cui il com-
passo si adopra con forza, si adoperano i compassi detti fedeli, in cui con una ^ite si assicura
l’apertura in modo che non si possono rimuovere ( F. 09.).
24* E cerchio dal dato centro con un raggio a piacere si descrive, applicando una punta del
compasso aperto a piacere al centro dato B, e conducendo in giro L’altra punta, mentre la.
prima resta fissa. Che se il raggio debba essere di una data misura AG, si prende prima
Tapertura corrispondente ad AG, indi fissata una punta nei dato centro O, si conduce l'altra
in giro, come si è detto. Se si dovrà descrivere solamente un mezzo cerchio, basterà condurre
]ìer il dato centro O una retta a piacere, e poi guidare il compasso da un punto, A della
retta a sinistra del centro fino/ al punto B nella stessa retta a dritta del centro medesimo
( F. 24* ) •
25. Vengo ora alle regole per la divisione delle linee dritte (!)• Una data retta AB si di-
vide in due parti eguali AC, BC, se presa a piacere un’apertura di compasso, si descrive-
ranno dal centro A due archi DE, EG, uno sopra e V altro sotto, e colla medesima aper-
tura dal centro B altri due archi III, K L che seghino i primi in V,X, ed applicando la
riga alle intersezioni V,X si segnerà il punto G, in cui la riga sega la data AB, clic sarà
il vero mezzo, e dividerà AB in due parti AC, CB uguali ( F. 40. ). Si avverta che ogni
apertura non è opportuna per le sezioni degli archi DE, FG3 cogli archi III, KL, ma con-

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