Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

Page: 12
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INTRODUZIONE.

44- II vero significato de’ termini iscrivere, e circoscrivere è quello, che ho supposto, avendo
per figura iscritta al cerchio quella, i di cui angoli hanno i vertici nella circonferenza deL
cerchio; e per figura iscritta ad un’altra, quella, i di cui angoli hanno le punte ne’ lati dell’
altra; e per circoscritta al cerchio, quella, i di cui lati toccano tutti la circonferenza in un
punto; e per circoscritta ad un’ altra, quella, i di cui lati passano per le cime degli angoli
di questa. Si possono iscrivere ^ e circoscrivere figure regolari d’una specie a figure di specie
diversa, ma mutando significato a’termini d’iscrivere e circoscrivere, e prendendo per iscritta
la figura, tostocliè ha o gli angoli, o i lati terminati sopra i lati, o angoli d’un’ altra, che
non è il senso de’Geometri. Le regole di si fatte iscrizioni sono vaghe ^ come lo è il senso di
questi termini, e perciò da noi si omettono.

CAPITOLO TERZO

DELLE MISURE.
4-5. _/)jFi su rare non è altro, che determinare il modo in cui una quantità fissa, per comune
accordo stabilita per misura, si contiene nelle quantità proposte dello stesso genere, cioè la
misura di sola lunghezza nelle quantità lineari, quella di due dimensioni in lungo e largo
nelle quantità superficiali, e quella di tre dimensioni in lunghezza, larghezza e grossezza,
o altezza nelle solide. La misura più comune fra’ Geometri è il piede, fra gli Architetti è
il palmo. Il piede ed il palmo non è appresso tutti lo stesso, ma maggiore appresso una na-
zione, minore appresso un’ altra. Per ragguagliare l’uno coll’altro si usa riferirli tutti a
quello di Parigi, che si divide in 144° particelle. Gli altri contengono più o meno di tali
particelle, ed il rapporto d' un piede ad un’ altro è lo stesso col rapporto de’ numeri di dette
particelle, che essi contengono. Il piede romano v. g. contiene i32.o, il .bolognese 168:2, di dette
parti, e perciò il romano sta al bolognese come i3ì20 a 1683.
46. La maniera d’applicare la misura alla quantità che dee misurarsi, è volgarissima , onde
si perderebbe il tempo, se qui si descrivesse. L’operazione del misurare va unita a quella d’e-
sprimere in carta le misure. Ciò si fa coll’a juto delle scale, che sono misure arbitrarie usur-
pate in luogo delle reali. Benché sia arbitraria la scala che assume chi disegna, dee però
farsi uso con giudizio di tale arbitrio, ed avere in vista la grandezza che vuol dare al disegno,
che deve esser tale, onde non renda insensibili, e non venga a perdere le parti minori dell’
oggetto, e stabilire la scala proporzionata a tale grandezza. Se p. e. dovrà disegnare un’ordine,
in cui sian membretti d’ una o due once, e vorrà servirsi d’una scala, che in un’oncia com-
prenda dieci palmi, e in mezzo minuto un palmo, il membretto d’un’ oncia con tale scala
verrà ridotto ad ~ di minuto, cioè a tale piceiolezza, che si rende insensibile, e si perde.
47. È caso frequente quello di ridurre i disegni venuti da paesi esteri alla misura nostra .
Basta sapere il rapporto del palmo, o piede estero al nostro, e poi istituire una regola del
tre in questo modo . Come sta il piede estero al nostro piede , così la scala del disegno estero
al quarto proporzionale, che sarà la lunghezza della scala rappresentante le misure in piedi ,
o palmi nostri. Sia da ridursi un disegno di Bologna a misura romana, e la scala di dieci
piedi bolognesi di quel disegno sia lunga quattro minuti. Il piede bolognese è sedici once di
passetto. Si dirà dunque, come sedici sta a dodici, così stanno quattro minuti al quarto, che
sarà tre minuti. Una Linea dunque di tre minuti sarà la scala di dieci palmi di passetto, o
misurando il disegno con questa scala si ridurrà a misura romana. Può anche trovarsi geome-
tricamente la scala romana in tal modo: la scala bolognese AB si prolunghi in U, talmente-
chè AC sia un piede, o mezzo piede, o un quarto ec. di piede bolognese . Si tiri AD a qua-
lunque angolo, e si prenda A E d’ un palmo romano, o di mezzo palmo, o d’un quarto ec.,
come si è l'atto in AC. Si tiri CE, e la BF paralella a CE. Sarà AF la scala di tanti
palmi romani, quanti piedi bolognesi contiene AB ( F. 78.)
48. La misura delle superficie si esprime in palmi, o piedi quadrati. Non può farsi appli-
cando il piede, o il palmo quadrato alla figura che dee misurarsi, come nelle figure lineari;

E

Vt-.
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