Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

Page: 20
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DEI CINQUE ORDINI IN GENERALE

CAPITOLO PRIMO.

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er Ordine d’Architettura s'intende un composto di colonna, cornicione e piedestallo, con
tutti gli altri suoi ornamenti. Ordine significa disposizione regolare e perfetta di parti con-
correnti tutte alla composizione di un hello insieme : l’ordine dunque è opposto alla confusione.
Se in tutte le cose sensibili non vi regna ordine, disposizione e regolarità, ne risulta un
caos cosi numeroso di stravaganze sì disaggradevole alla vista, che diviene impenetrabile all*
intelligenza; perciò tutte le parti che accompagnano una colonna, e che le servono d’orna-
mento, hanno meritato per eccellenza di portar seco il nome d’ordine.
Cinque sono gli ordini d’ Architettura, de’ quali tre sono Greci, cioè il Dorico, il Ionico,
ed il Corintio: e due Italiani, il Toscano ed il Composito. I tre ordini greci hanno un rapporto
•perfetto colle tre maniere di fabbricare, cioè solida, gentile e dilicata ; i due italiani sono
produzioni de’ tre ordini suddetti.
L’origine degli ordini deriva dalle capanne che i primi uomini si costruirono per loro abi-
tazione. I tronchi d’alberi posti in piedi per sostenere il tetto, sono le colonne; su’ quali
tronchi posava il tetto che li copriva, ed ecco dedotto il cornicione o trabeazione, la quale
è composta principalmente di tre parti; i.° dell’ architrave 9 cioè del trave maestro posto ori zr
zonalmente sui sostegni verticali; a.° sopra l’architrave veniva il coperto consistente su’ tra-
vicelli distesi a traverso; ed ecco il fregio: le teste de’ travicelli sono espresse nel dorico dai
triglifi, e il loro intervallo dalle metope . 3.° Finalmente venivano i panconcelli per sovrap-
porvi le tegole con qualche sufficiente sporto, che difendesse dalla pioggia la fabbrica sottopo-
sta . Da questa copertura si è formata la cornice 3 la quale si è variamente espressa o con
mutoli, o con modiglioni, o con mensole, che sono i cantieri o i puntoni sostenenti il tetto.
Il coperto o comignolo della capanna fatto di qua e di là pendente per lo scolo più facile delle
acque, ha prodotto i Fastigj, che Frontespizj, o Frontoni si chiamano, e furono più o meno
acuti, secondo le occorrenze de’ paesi più o meno esposti alle nevi. Da ciò si deduce una re-
gola importantissima, che gli ornamenti in Architettura non devono essere capricciosi, ma de-
vono nascere dalle parti necessarie della fabbrica stessa. Le parti essenziali dell’ordine non
sono propriamente che due: colonna e cornicione. Il piedestallo che si mette sotto la colonna
non è necessario, mentre toglie alla colonna l’apparenza della sua reale grandezza e maestà;
cagiona un ribalzo di pioggia; ristringe gT intercolunnj in giù,dove lo spazio richiedesi maggiore ec.
La colonna ha tre parti, e sono Base, Fusto e Capitello : il cornicione è similmente distinto
in tre parti, e>sono Architrave, Fregio e Cornice. Ciascun ordine greco ha il suo carattere
proprio e distinto da quello degli altri, non solo per le diverse proporzioni, ma anche per il
•numero e forma delle parti. Il dorico è alto otto diametri della sua colonna, e ha metope e
triglifi nel fregio, che lo distingue dal jonico che ne ha nove, ed è distinto dal capitello che
lia volute j e dalla cornice con dentelli. Il corintio ne ha dieci diametri, ha la sua partico-
lar base : il suo capitello che ha due ordini di foglie con caulicoli, e la sua cornice è ornata
di modiglioni. Finalmente il toscano ed il composito non sono precisamente ordini distinti. Il
toscano non è che il dorico più semplice, e la colonna ha sette diametri d’altezza; ed il
composito poco differisce dal corintio, che ha egualmente dieci diametri d’altezza.
Con queste progressioni vedesi che il toscano, che è il più massiccio e semplice, non va im-
piegato che nelle opere rustiche e grossolane; come porte di città, negli arsenali, e nelle
opere di campagna. Il dorico che è sodo, e che dallo Scamozzi è stato soprannominato l’Er-
culeo, conviene alle opere sode, e ne’ primi piani degli edificj. Il jonico che è un ordine no-
bile, è detto dallo Scarnozzi Matronale, va adattato dove Topera richiede nobiltà. Il corintio
è il più gentile e più ricco, chiamato Verginale, deve riserbarsi per gli edificj più sontuosi,
come ne’ tempj, ne’ palazzi de’ Sovraninelle gallerie, ed altre cose simili. Il composito., detto
anche Romano, Eroico e Trionfale, perchè i Romani T usarono negli archi trionfali.
Ognun vede che volendosi mettere un ordine sopra l’altro, si deve sempre osservare la
disposizione di sovrapporre il leggiero al più sodo. Dell'uso degli ordini parleremo dopo d’avere
spiegato ciaschedun ordine in particolare.
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