Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

Page: 24
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DEI CINOUE ORDINI

circa la diversità die passa tra i buoni autori e le differenti loro perfette 0]iere, al certo re-
car non può 9 se non vantaggio; riempiendo la mente di varie idee, per mezzo delle quali
si possono con facilità appropriare le sovraccennate proporzioni a quei siti che giudicami con-
venevoli, e ad essere atti a prender quei partiti, che secondo i casi e bisogni occorreranno.
Le predette tavole saranno utili, per quei che opereranno con tali osservazioni, a far sì che
schivar possano la censura de’ più intelligenti dell’arte, e la mordace calunnia degli igno-
ranti; mentre lo scopo fu di ridurle tutte regolate ad una misura, alfine di liberarli dalla
penosa fatica, che incontrata avrebbero, se avessero voluto loro stessi ricavarla da tanti volumi
difficilissimi da’ medesimi lasciatici. La loro oscura maniera di parlare, le tante divisioni e
suddivisioni di parti, delle quali essi sono ripieni, anziché una chiara intelligenza, avrebbero
prodotto nelle menti loro un’ immensa confusione. A tale effetto è stata fatta la rubrica re-
golare de’ moduli e delle parti segnate dall’alto al basso delle Colonne ivi indicate, la quale
essendo stata espressa colle due abbreviature Mod. e Par. , che significano Moduli e Parti ,
servirà loro di una più chiara intelligenza. Per fare una misura, la quale fosse corrispondente
a tutti i predetti autori , ci è convenuto dividere ciascun diametro delle notate colonne in
parti sessanta: qual diametro verrà denominato modulo: poiché in quante parti più minute
esso si divida, tanto più riescono esattamente proporzionate le misure di tutti i membri, e
delie loro minutissime proporzioni. Si avverte però , che un tal metodo é stato solamente os-
servato nelle tavole de’ ragguaglj, affine di vieppiù facilitarne P operazione ; ma in quelle del
nostro Barozzi da Vignola prodotte, si è osservato il metodo dal medesimo prefisso; vale a dire
di fare il modulo diviso in dodici parti negli ordini Toscano e Dorico; ed in diciotto parti
nel Jonico, Corintio e Composto. Per modulo altro intender non si vuole che la metà del
diametro della colonna, che uno si dee prefiggere prima di venire a qualunque operazione in
Architettura: e formandone la doverosa scala composta di quella quantità di moduli che si
desidera, si potrà con esattezza eseguire ciò che uno si è proposto. Una consimile scala di mo-
duli si troverà segnata a piè d’ogni tavola, oltre le misure indicate ne’ profili, e ciascuna
loro parte, affinchè chi allo studio di esse applicar si voglia, oltre la facilità delP operare,
incontri la bramata esattezza .

SPIEGAZIONE DELLA TAVOLA DI RAGGUAGLIO.
VITRUVIO
| )à di altezza al fusto della Colonna Toscana sei diametri, e di diminuzione le dà la
quarta parte della sua grossezza. Mezzo diametro ne assegna d’altezza alla Base, e la mede-
sima altezza al Capitello. Sotto il detto ordine non vi fa piedestallo alcuno, come si vede nella
prima figura di Vitruvio Tavola IX. Vuole pertanto che sopra le colonne si pongano gli Ar-
chitravi di legno, i quali rimangano incatenati insieme; insegnando qual esser debba la gros-
sezza di tali travi, vale a dire che debbono essere alti quanto la colonna da capo; ma non
assegna loro alcuna regola fissa, dicendo che (i) debbono essere alti tanti moduli quanti ri-
chiederà la grandezza dell’opera, dove saranno collocati. Non pone sopra detti architravi il
fregio (a), ma vi fa certi mensoloni, a’ quali dà per oggetto la quarta parte della colonna.
Nelle teste de’ predetti mensoloni o mutuli, vuole che si mettano gli ornamenti; ma quali
ornamenti vi si debbano collocare, non si spiega: usando solo della voce A nt ep agni cui a, elio in
questo luogo significa ornamenti. Dice però in altro luogo (3): adornano i frontispizj loro con
figure di terra cotta, o di rame dorate all'uso de’ Ioscani; onde in questo luogo si spiega
con maggior chiarezza. Non assegna misura stabile alla cornice, ma si può supporre clic vi
fossero tutte le parti, che comporre dovessero l’intera cornice; mentre P istesso Vitruvio dice.

(r) Lib. 4 Cap 7. Saprà colnmnas trabes compactiles im-
ponantur,uti sint allitadinis mndulis iis,qni a magnitudine
operis postulabantur : eaique trabes compactiles ponantur,
ut tantam habeant crassitudinem , quanta summae columna
eri* iiypotrachelium .
(a) Ibidem. Supra trabes, et supra parietes trajectura: rau-

tilorum parte quarta altiludinis columna; projiciantur. V. la
nota 5. del Galiani al Cap. VII. Lib. IV.
(3) Lib. 3. Cap. a. Ornantqae signis fictilibus , aut aerei*
inauratis earum fasligia tuscanisco more , uti est ad Circum
Maximum Cereria , et llerculis, Pompejani item capitnli.
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