Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

Page: 40
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DEI CINQUE ORDINI

Fano maggiori tutti que’ membri, che vengono ad essere occupati secondo la distanza. In caso
poi che si debba collocare un ordine sopra l’altro, come spesse volte suole accadere, avverte,
che i membri della base si debbano fare in minor numero, mentre molte parti rimangono co-
perte dalla distanza, da cui si riguardano, ed a proporzione si debba fare uso di tale avver-
tenza in tutte le altre cose: essendo necessario perciò di sapere la prospettiva, la quale cidi-
mostra quali sieno le parti che si nascondono, e quali si vedano. Assegna al fusto della co-
lonna sette diametri e mezzo, ed al capitello dà Y istessa altezza di Vitruvio ^ cioè un dia-
metro. Nulla di meno con gran ragione, e per il diligente studio da lui fatto su le antichità,
sospetta esservi qualche errore nel testo di Vitruvio nella nota superiore riportato; e vuole
che nell’assegnata misura non si debba comprendere l’abaco del capitello. Attribuisce all’
architrave, fregio e cornice la quarta parte della colonna, compresavi base e capitello; e
tutta l’altezza dell’ordine, secondo il mio ragguaglio, ascende a moduli quattordici e parti
ventisette, e quattro quattordicesimi, come scorgesi nella Figura 3. lettera C. Tavola XXXI.
SCA MOZZI
Assegna al piedestallo di quest’ordine l’altezza di moduli tre ed un terzo, adornandolo
delle tre solite parti principali, cioè basamento, dado e cimasa. Attribuisce alla base mezzo
diametro, come quella dei Palladio, dandole le stesse modanature; onde non ci ditiònderemo
di vantaggio nella loro spiegazione. Assegna al fusto della colonna l’altezza di otto diametri
ed un terzo, e la diminuisce d uri’ottava parte della grossezza da’ piedi. Il fusto lo adorna
con ventiquattro scanalature. Il capitello da esso proposto è uniforme a quello del Palladio.
Assegna per l'altezza all’architrave, fregio e cornice moduli due e parti due, essendo quasi
la quinta parte della colonna . L’adorna colle stesse modanature espresse nella figura segnata
lettera D. Finalmente all’altezza di tutto l'ordine attribuisce, secondo il mio ragguaglio, mo-
duli quindici e parti ventidue, come vedesi nella suddetta Tavola XXXI. Figura segnata let-
tera D.
V I G N O L A .
La bellezza e grazia, con cui il Tignola adorna l’ordine corintio, sono per vero ammira-
bili; non deve pelò recar meraviglia 3 attesoché, per quanto dal medesimo viene attestato,
tutte le proporzioni ed ornamenti che accompagnano quest’ordine, egli stesso le ha ricavate
dalle più belle fabbriche Corintie rimasteci, e lasciateci dall’ Antichità . E siccome nel prin-
cipio di questo capitolo ho date di tale ordine le parti in grande, unitamente alla sua spiegazione,
dirò solamente clic tutta 1 altezza del detto ordine ^ trasportata secondo il mio ragguaglio,
viene a formare moduli sedici, coinè vedesi nella Tavola XXXI. Figura segnata lettera E,

CAPITOLO SETTIMO
DELL’ ORDINE COMPOSITO.
ivr
_L ’l on facendosi da Vitruvio menzione alcuna dell'ordine composito, lo che avrebbe fatto per
la particolare affezione che nudriva per la sua nativa patria, si può ben giudicare, da chi l’in-
venzione di un tal ordine, dopo il medesimo, traesse la sua origine. Ciò non ostante, da
quel tanto, che ne apparisce al suo lib. 4- caP- i*» si può congetturare, che ancora iu tempo
del precitato Vitruvio avesse il detto ordine desunto qualche piccol principio ed imperfetto,
onde non si potesse far uso del medesimo per l’intiero ornamento d’un edilicio . Vi era bensì
qualche distinzione a motivo del cambiamento della scultura; vale a dire, che in vece delle
volute per un Tempio di Cerere vi erano de’Cornucopj ; Aquile in vece di fiori per un Tem-
pio di Giove; Tridenti per un Tempio di Nettuno; ma questi ed altri consimili capricci non
costituivano un ordine nuovo e perfetto. 1 Romani furono i primi che combinassero un tal
ordine, desumendolo dal .Ionico e dal Corintio, e ne produssero una nuova specie. La di
Ini perfezione però avvenne in tempo di Tito Vespasiano, come si scorge dal suo Arco Trion-
fale eretto in Campo Vaccino, essendo questo il più nobile esempio, che a’ di nostri ne sia
rimasto. Tali proporzioni hanno servito agli Spampani ed Antonini per compire cinque sorti di
colonne, in mancanza di quella di Vitruvio; avendo io pure delincato il medesimo ordine collo
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