Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

Page: 49
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VO C A BOLA RIO
DE’ TERMINI DI ARCHITETTURA.

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A
j\bACO. E’ quel membro quadrato die a guisa di coper-
chio si posa sopra i capitelli delle colonne .
ABBAINO. Finestra sopra il tetto per dar lume alle
stanze, le quali non lo potrebbono avere in alt/o modo.
In francese dicesi lucarne ■
ACANTO . Pianta altrimenti detta branca orsina , alla
somiglianza delle cui foglie dicesi, òhe Callimaco ne ador-
nasse il capitello corintio. Vitr. tiatta al lib. 4- o. i. dell’o-
rigine del capitello corintio .
ACCADEMIA . Ella è un luogo ove si radunano i mae-
stri e gli scolari , ovvero gli uomini dotti , ad insegnare ,
ad apprendere , e a disputare . E’ coti detta da Accadtmo ,
come pare a Laerzio nella vita di Platone.
ACQUIDOCCIO. Canale murato, per il quale si conduce
P acqua da luogo a luogo .
ACROTERIÒ . Voce usata da Vitruvio , derivante dal
greco , che significa piccolo termine ; cioè quel piccolo pie-
destallo che si pone nelle cime degli ediiuj o frontespizj ,
per collocarvi sopra statue od altro .
ADITO. La parte più segreta del tempio, ove a’soli mi-
nistri era permesso 1’ accedere . In latino dicesi aditimi .
ADOMBINAZIONE . Termine usato dagli Architetti nei
loro disegni , e si distingue in Pianta , in Alzato , ed in
JP raffilo .
AGGETTO . E' tutto ciò che sporge in fuori dalla dirit-
tura di un muro, come cornici, bozze, ed ogni altro membro.
AGUGLIA . Dicesi anche Obelisco. L’origine ebbe dal-
]' Egitto, dal quale si trasportarono a Homi più obelischi.
Sono eglino di marmo della Tebaide lavorati a foggia di sot-
tilissime piramidi, troncate alquanto nella cima, e si ram-
mentano da Plinio ( 1. 36. 9 e s. ) . Alcuni di questi sono
incisi con varie figure simboliche , la interpretazione delle
quali fu spiegata dal P. Atanasio Jvircher.
ALA . Lato di muro che si distende a guisa d’ala.
ALE. Presso Vitrnvio souo i muri che dividono in tre
navi il corpo del tempio , e chiamansi ale le file delle co-
lonne , che nell’atrio separano la parte media dalle latera-
li. Nell’Architettura militare si prendono per i fianchi di
un baluardo .
ALE IN GIRO. Suno le colonne in serie, che girano
intorno il tempio .
ALTARE. In latino ed anche in italiano dicesi ara,
così denominata o daLl’ accendervi sopra il fuoco , cioè da
ardendo ; ovvero dalla voce latina area, ossia superficie pia-
na. Può ancora esser detto altare dall’ altezza . X gentili da-
vano la figura agli altari secondo la dignità degl’ lddii . Si
erigevano ne’ tetnpj , ne’ teatri , negli anfiteatri e nel circo .
Vitruvio ( l. 4. 8. ) prescrive le altezze degli altari . Le no-
stre chiese ammettono I’ altezza degli altari di palmi cin-
que romani d'Arcbitetto , compiesavi la sua predella , e
lunghi e larghi in modo , che con dignità sopra vi s’ offe-
risca a Dio il sacrifizio . Yeggasi presso il Qrevio toni. VI.
pag. 153 la Dissertazione de sira di Pietro Bertaldo .
ALTORILIEVO.. Quando le figure souo intere, e spic-
cate «lai fondo .
ALZATO. In Architettura dicesi di quella parte di dise-
gno che si eleva dalla pianta ; ma specialmente s’ intende
della facciata dell’edilìzio.
AMAT1TA. Pietra tenera di color rosso e nero , con la
quale si disegna ; vien detta anche lapis .
AMBONE- Luogo alto e separato nel tempio in vista
del popolo , ove i sacri oratori favellavano, e vi si faceva
tutto ciò che le sagre liturgie prescrivevano .
ANCONE. Termine che significa piegature . Secondo Io
Scatnozzi ( /. 6. 35. ) sono quei due aggetti che si formano
da’ membri dell’ architrave delle porte un poco fuori del
vivo degli stipiti . Ancone chiamansi pure i cavi delle sca-
nalature delle colonue joniche, formate colle braccia della
squadra .
ANELLI. Così chiamansi quei tre listelli sopra il fre»
gio del capitello dorico; e si chiamano anche regoli, e gra-
detti .
ANFIPROSTILO . Dop|iio portico , edificio con due fac-
ciate simili nell’ordine delle colorine. Gli antichi usavano
tempi con un portico d’ avanti, detto pronaos , e con un al-
tro portico di dietro, detto posticum . Questo doppio portico
^i chiamava anfiprostilo , e soleva essere di quattro colonue
per ciascuno . ( Vitr. L. 3. c. i. )

A
ANFITEATRO . Fabbrica che ha la forma ovata e ro-
tonda , grandissima; preparata agli spettacoli gentileschi dei
gladiatori e delle fiere . Celebre è quello di Ruma e quel-
lo di Verona , i cui ruderi tuttora esi.-tono .
ANIMA DEL CAPITELLO CORINTIO. Dicesi anche
campana , o vase .
AN l'E . Termine usato da Vitruvio, che significano quei
pilastri o parastade , ossieno colonne piane che stavano di-
nanzi al pronao de’ tempi • Vitr. ( l. à. c. 4 )■
ANTEPAGM ENTO . E’ quell’ ornamento o telaio che
borda i tre lati delle porte , che chiamano Erta ed anche
Imposta .
APODITERIQ. Voce greca che significa il luogo, ove de-
ponevaiio le vesti coloro che andavano al bagno .
APOF1GE . Li latino effugium , ed è una linea curva so-
pra la lista dell’ imo-scapo della colonna, e sotto il colla-
rino del sommo - scapo . Vedi CALO .
A Q1J EDOTTO, ed ACQUEDOTTO. Condotto delle ac-
que ad uso pubblicò . O questo si faccia con canali sotterra ,
od innalzato sopra le arcale, si chiama aquedotto artefatto;
a differenza delle acque incanalate nel loro alveo naturale .
Assai celebri furono gli acquedotti di Roma, su de’quali è
da consultare il F.ibretti.
ARABESCO o RABESCO. Lavoro d’intaglio a foggia di
foglie accartocciale, di viticci e somiglianti cose . Forse
gli Arabi ne furono gl’inventori.
ARANCERlA. G-ì I Ieri a posta in fondo ad un giardino
per chiudervi le piauie nell’inverno. I suoi compartimenti
debbono essere esposti a mezzodì .
ARCHETTI . Ornamenti «Ielle gole nelle cornici corin-
tie , composti di spire contornate a foggia di fiori .
ARCHITETTO. XI capo direttore della fabbrica. II suo
uffizio ed i requisiti si possono leggere in Vitruvio ( l. 1.
1. , /. 6. 11. , Z. 7. 5.*)
ARCHITETTURA . L’arte cioè di fabbricare , la quaje
consiste nella parte scientifica e nella pratica .
ARCHITRAVE. Parte dell’ intavolato che piace sopra
i capitelli delle colonne. Casi, anche chiamasi il sopracciglio
delle porte e delle finestre •
ARCHIVIO. E’ il luogo dove si conservano le pubbliche
scritture . Questo suol farsi ancora nelle case private, e nei
monasteri-. Dicesi anco segreteria , e cancelleria .
ARCHIVOLTO. L’ornamento che si fa intorno ad un arco.
AREOSTILO . ( Vitr. I. 3 c 2. ) Intercolunnio forse di
quattro diametri e più , il quale atteso la sua tratta , non
comportava architravi «li pietra, ma solo di legname .
ARENA. E’ una terra di particelle scabrose, rigide e
cristalline, e si meschia colla calce per fabbricare . Si di-
stingue in quattro sorte , di cava , di fiume , di fossi , e di
mare . Arena era anche la piazza degli anfiteatri ove coni-
batlevano i gladiatori .
ARMERIA. Luogo da conservare le armi belliche, e
tutti gl’ istrumenti delle arti .
ARSENALE. Stanza generale a diversi usi di fabbriche.
Ma propriamente è il luogo da fabbricare le navi , e tutto
Tapparato per la nautica . Vitruvio ne tratta ( l. 5. 12. ) .
ASINELIO. Dal latino Columen . Trave in cima al co-
mignolo del tetto . Vitr. ( l. 4. o. a. )
ASTRAGALO. Vedi FUS\ROLO e TONDINO:.
ATTICO . Piccol ordine d’ Architettura , detto altrimenti
ordine bastardo; poiché non ha distintivo che Io determini,
mancando de’capitelli e «Ielle colonne. Questo si usa met-
tendolo sopra un ordine per finimento di una facciata , di
un arco trionfale od altro . Chiamasi falso attico quella
specie di zoccolo che si pone per innalzare il piedritto delle
volte sopra il cornicione dell’ordine.
ATT1GURGA o ATTICA. Specie di base adorna sopra
il plinto di due tori , ed un cavetto . Ella è stata indiffe-
rentemente usata in lutti gli ordini , fuorché nel toscano.
Altri chiamano con questo nome le colonne quadrate. Forse
gli Ateniesi furono i primi a metterle in opera, e non vi
usarono il plinto di sorte alcuna .
B
J3.ACCELLETTI . Sono que’membri degli ornamenti d'Ar-
chitettura fatti in forma di baccelli delle fave , od altri
, 0somiglianti.
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