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Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

Page: 4
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IN T R ODUZIONE.

5. La linea Verticale è quella che va all’ingiù verso il centro della terra, e per l’insù
verso il mezzo del cielo. Questa linea ci viene segnata dal filo AB, a cui è appeso il piom-
bo P (F. 5.). La linea orizzontale è quella, sopra cui la verticale insiste perpendicolarmente.
La linea orizzontale ci vien segnata dalla superficie dell’ acqua stagnante o di qualunque
iluido in riposo. La considerazione di queste situazioni è piuttosto fisica che geometrica. Nul-
ladimeno è troppo necessaria all’Architetto per non accennarla in questo Saggio.
6. Le figure prendono il nome dal numero degli angoli o de’ lati, onde sono composte.
Triangolo si dice quella che ha tre lati o tre angoli, tetragono , o quadrilatero quella che
ne ha quattro, pentagono quella che ne ha cinque, esagono quella che ne ha sei, eplagono
quella di sette, ottagono quella di otto, nonagono di nuove, decagono di dieci , undecagono
di undici, duodecagono di dodici, quindecagono di quindici angoli o lati ec. Tutte questo
figure si chiamano regolari, ove hanno tutti i lati e tutti gli angoli uguali; irregolari, ove
mancali loro tali eguaglianze. Una linea retta entro la figura da un angolo ad un altro op-
posto chiamasi diametro , o diagonale .
7- 11 triangolo ABC dicesi equilatero, quando ha tre lati uguali (F. 6.), isoscele o equi-
cmre, quando ne ha due eguali DE, DF, ed uno EF ineguale ( !'. 7. ), scaleno quando gli
ha tutti ineguali, come GEI! (F. 0.). .Dicesi rettangolo, ove ha un angolo retto, obliquali*
golo, ove gli ha tutti obliqui, ottusangolo, quando ha un angolo ottuso, acutangolo, se gli
ha tutti acuti. ABC è acutangolo (F.6.); DEF è rettangolo ( F. 7.); G E II ottusangolo
(F. 3.). Nel triangolo rettangolo il lato EF opposto all’angolo retto dicesi ipotenusa, gli altri
due E I), D F cateti.
3. Il quadrilatero ABCD (F.9.) dicesi quadralo, quando ha tutti i lati uguali, e gli an-
goli tutti retti; rombo, se ha i lati uguali, e gli angoli obliqui, come E F G li (F. io.);
rettangolo o bislungo, se ha gli angoli tutti retti, ed i lati opposti eguali, cioè I Iv eguale
ad LM, KL eguale ad 1M (F. 11.). Tutti questi quadrilateri sono paralellograimni per avere
ciascuno i lati opposti paralelli; poiché il paralellogrammo è appunto quel quadrilatero che
ha i lati opposti paralelli. Quel quadrilatero NOPQ che ha due lati NO, P Q opposti
paralelli, e gli altri due OP, Q i\ non paralelli ( F. la. ) diccsi trapezio; e trapezoide quello
in cui non v’hanno lati opposti paralelli, come XI S T V ( F. i3. ). Le linee AC, EG, IL,
N P, UT sono diagonali.
q. I ? altezza della figura è la perpendicolare, che cade dall’angolo o dal lato più alto so-
pra il lato più basso, che dicesi base; cosi A X è l'altezza del triangolo ABC ( F. 6.), YZ
l'altezza del rombo EX’GII. S’avverta, che è in arbitrio del Geometra considerare la figura
rivolta a suo piacere, e far divenir base qualunque lato, e prender l'altezza nella perpendi-
colare, sopra tal base; cosi volgendo il triangolo ABC in modo che AC resti base o lato
infimo, la sua altezza sarà AZ (F. 14* )•
10. Le figure simili sono quelle, che hanno gli angoli scambievolmente uguali, ed i lati
corrispondenti proporzionali. Per intendere questa definizione dee sapersi quali sono i lati
corrispondenti ovvero cinologi, e quali le quantità proporzionali. Diciamo dunque, che in
due figure que’ lati sono omologi o corrispondenti, che stanno tra gli angoli uguali. Ne’
quadrilateri, v. g., ( F. i5.) ABCD, abed, in cui sia l’angolo A uguale ad a, B uguale
ab,Cac,Dad, il lato Ali è omologo con ah, AC con ac, ec. Si dicono poi propor-
zionali due lati a due di essi lati, e generalmente due quantità a due altre, quando le due
prime contengono ugualmente le due seconde, ovvero in queste sono contenute ugualmente*
Così due lati, uno di 3, e l’altro di 12 palmi, sono proporzionali a due altri di 4 e di 6
palmi, perchè il lato di 3 contiene due volte quello di 4, siccome quello di 12 contiene due
volte quello di 6. Quando si trasporta una figura piccola in grande , o viceversa , se ne iorma
una simile, cioè con angoli uguali, e con lati corrispondenti proporzionali.
11. In solido, che ha per base qualunque figura rettilinea con de Iriangoli sopra ogni
lato, che terminano in una comune punta, si chiama piramide. Questa è triangolare, quando
la base è un triangolo. Tale è ABCD ( F. ih.); quadrangolare, quando la base è quadrila-
tera. Tale è ABC DE (F. 17.); è quinquangulare, ciangolare ec. quando ha la base di 5,
h lati ec.

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