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Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

Page: 7
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INTRODUZIONE.

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viene che la distanza di una punta del compasso dall’ altra sia maggiore della metà della data
AR. Per accertarsi della intersezione con una data apertura si faccia questa piova. Fissata
una punta in A, si segni il punto M ove giunge l’altra, e fissata una punta in B, si veda ove
giunge 1 altra; se il punto N, a cui giunge, è più vicino ad A che il punto M , descrivendo
gli archi colla data apertura, si avranno le intersezioni V,X (II). Se la metà AG, CB si
divideranno per mezzo colla stessa regola, la data AB resterà divisa in quattro parti eguali;
e se ciascuna di queste si dividerà per metà, la data AB resterà divisa in otto parti uguali;
e cosi potrà proseguirsi la divisione in 16, 3a, 64 e 128 ec. parti uguali. Sarebbe però troppo
nojosa la divisione se in ciascuna parte dovesse replicarsi la regola suddetta. Per evitare la
noja si dividerà in mezzo la prima parte soltanto; e presa poi col compasso l’apertura conve-
niente a tutta la parte, si ponga una punta nel mezzo della prima parte, e l’altra punta
cadrà nel mezzo della seconda parte; si tenga ferma la punta nel mezzo della seconda parte,
e l’altra punta segnerà il mezzo della terza parte, e così di mano in mano si troverà il mezzo
delle parti susseguenti (III). La regola geometrica di dividere una data retta in qualunque nu-
mero di parti si dirà più avanti. Intanto spiegherò qui la regola meccanica, mediante il com-
passo di proporzione, detto anche settore geometrico. Nella linea in esso chiamata di parti uguali
si prenda in ambedue le gambe un numero di parti, in cui deesi dividere la retta data, v. g.
se dovrà dividersi in 7 parti, potrà prendersi o il 70, o il 84, ovvero il 91, o il 35, o il 56 ec.,
o qualunque altro numero divisibile per 7 parti senza residuo. S’apra il compasso geometrico
tanto che il compasso ordinario coll’apertura corrispondente alla retta data AB, colle punte
si adatti al numero preso nella linea di parti uguali, v. g. 91 nell’ una e nell’altra gamba.
Finalmente si cerchi in tutte due le £ambe il numero che viene dalla divisione del numero
preso 91 per 7, cioè il i3 ; e si prenderà col compasso ordinario l’intervallo de’ numeri i3 nel
compasso di proporzione, e sarà quest’ intervallo la settima parte della data AB ( F. 4[*)*
26. Ecco ora le regole per la descrizione delle perpendicolari. I.° Da un punto dato C
nella data AB si alza una perpendicolare CD, se presa a piacere un’apertura di compasso,
e fatto centro in C, s’intersechi la data AB in E ed F, e fatto poi centro prima in E,
quindi in F , con un’ altra apertura di compasso a piacere che sia maggiore della prima , si
tàccia intersecazione in D ; e finalmente si tiri la retta DC, che sarà la perpendicolare ri-
cercata ( F. 4-2. ). II.0 Se il punto dato fosse A, cioè una delle estremità della data A B, si
prolunghi la retta BA in C, e considerando il punto A come non più estremo ma interme-
dio nella retta BC, si operi come si è detto di sopra ( F. 43. ). III.0 Se la perpendicolare
dovrà tirarsi da un punto C fuori della retta AB, l'atto centro in C, con un’apertura a pia-
cere si descriva un arco EF che tagli la AB in E ed I finché incontri 1 aico. Dai punti
E F si faccia l’intersezione G con un’istessa apertura presa di nuovo a piacere. Tirisi in ime
la retta CD applicando la riga ai punti C e G, e sarà questa la perpendicolare (F. 44.). Le
perpendicolari si descrivono meccanicamente colla squadra, la quale è un istromento A b C
( F. 45. ) composto di due righe di legno o di ottone, o d’altra materia unite ad angolo ietto.
Si adopera adattando una delle righe alia data retta AB, in modo che l altra i iga si adatti
anche al punto dato o nella A B, o fuori di essa, e tirando una retta colla guida di questo
secondo lato della squadra. Per giudicare se la squadra è esatta, si tira una pei pendicela 1 e
per un dato punto C colla squadra voltata v.g. a destra, e poi un’altra pel medesimo punto
colla squadra rivolta a sinistra. Se la seconda perpendicolare cade esattamente sepia la prima,
la squadra sarà esatta (F. 46-)•
27. Regola per le paralelle. La paralella ad una data AB per un dato punto C si de-
scrive, se dal punto C si abbassi una perpendicolare CD sopra l’AB, e dal punto C si alzi
un’altra perpendicolare EX, che sarà la paralella cercata (F.46). Le paralelle si descrivono
col paralellismo, che è un istromento composto di due righe AB, CD, ciascuna delle quali
ha due pernetti fissi in E ed F, in G ed H, in distanze EF eguali a GII. Adattasi ai per-
notti E,G una laminetta traforata nelle teste, che liberamente gira, ed un altra uguale ai
pernetti F ed H, cosicché scostandosi le due righe, le lamine mobili sui pernetti si dirizzano
fra le righe, ed accostandosi queste, le lamine s’inclinano, anzi si collocano affatto, e si na-
GCondononSotto le righe, o nelle rime fatte a bella posta nella loro grossezza, quando le righe
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