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Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

Page: 27
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D’AllCHITETTURA.

TAVOLA XI.

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Dkl Capitello e trabeazione dorica.
r> Questa parie d’ordine Dorico è stata desunta dal teatro di Marcello di Roma, come fu
detto nel proemio, die posta in disegno ritiene questa medesima proporzione.
\ iene assegnato al capitello un modulo di altezza senza il collarino, il quale va compreso
nel lusto della colonna, a cui sono attribuite cinque parti e mezzo d’aggetto. Da otto mem-
bri viene questo adornato, vale a dire da un fregio con rose rilevate ne’ mezzi della detta
colonna, da tre listelli o gradetti, da un gocciolatojo, da una gola rovescia, e finalmente da un
pianetto. All’architrave viene parimente data l’altezza di un modulo, ed è liscio con una fa-
scia, sotto la quale vi ha un 1 istelletto inclinato, da cui pendono alcune gocce o campanelle;
questa fascia ha di aggetto una parte e mezza, e di altezza la sesta parte di un modulo.
Dà al f regio un modulo e mezzo di altezza, essendo adornato con metope e triglifi. Il Vignola
ha ornato le metope predette di teschj di bue, patere, scudi, usberghi militari, ed altri si-
mili bellici attrezzi, mentre detti ornamenti si devono mettere in uso, secondo le fabbriche
che si vogliono innalzare. A’ triglifi viene accordato un modulo di larghezza, essendo divisi
da’ canali, come vedesi nella Tavola XI. Alla cornice viene assegnata l’altezza di un modulo
e mezzo, che corrisponde a tutta l’altezza del fregio, e due moduli di aggetto, rimanendo
adorna da dieci membri, quali sono una fascia che forma capitello del triglifo, una gola ro-
vescia con un listello, un dentello con un piccol guscio, il gocciolatojo con un’altra gola
rovescia, quindi un listello, e finalmente il guscio con il pianetto; sicché all’architrave, fre-
gio e cornice si attribuiscono moduli quattro di altezza, ciò che forma la quarta parte dell’
altezza della colonna, compresavi la base e capitello. Si avverte però che volendosi fare qua-
lunque fabbrica d’ordine Dorico, in cui si debbano collocare le metope e triglifi, è necessa-
rio sempre spartire i vani fra le colonne in maniera, che nel mezzo di esse debba cadere iL
triglifo. La pianta della soffitta è stata espressa in detta tavola^ affine di far vedere tutti gli
ornamenti, de’ quali fa uso il Vignola. Ilo stimato opportuno di lasciare la suddetta soffitta
in semplici contorni, affinchè più agevolmente intendere si potesse. Nella seguente tavola ha
inarcato 1’andamento deli’ombra nella soffitta con linee punteggiate, per poterla ombreggiare
con giustezza e precisione .
TAVOLA XII.
Altra Trabeazione dorica e capitello..
„ Quest’ altra parte d’ordine Dorico è cavata da diversi frammenti delle Antichità di
„ Roma, e fattone un composto tale, che in opera ho trovato riuscire molto bene.
Circa i membri di questo capitello, altra differenza non passa fra il medesimo ed il di
sopra espresso nella Tavola XI., che de’ tre gradetti, o listelli ne forma dei due superiori
un tondino, il quale resta adornato da’ fusaroli, da un quarto di cerchio intagliato con ovoli;
e l’ultima gola rovescia l’adorna di frondette . All’architrave dà similmente 1 istessa altezza,
ed un sesto di modulo d’aggetto, ed altrettanto di altezza alla lista superiore alle gocce;
quest’architrave lo divide in due fasce. Dà la medesima altezza al fregio ed alla cornice.
Adorna tuttavia la cornice di membri differenti, quali sono la fascia che fa capitello ai tri-
glifi, un listello, un ovolo, i modiglioni o mutoli, che corrisponder debbono a piombo de’
triglifi, una gola rovescia, la corona, ossia gocciolatojo, un’altra gola rovescia, un pianetto,
una gola dritta, ed un listello. Varia ancora gli ornamenti nella soffitta, esprimendoli, come
vedesi nella suddetta Tavola XII.
TAVOLA XIII.
Intercolunnio semplice dorico,
J[ modo di dividere quest’ordine Dorico senza piedestallo si è, che partita tutta la sua
,, altezza in parti 2.0, di una di esse parti se ne fa il suo modulo, che si divide in parti do-
„ dici come quello del Toscano; alla base coll’ imoscapo della colonna, si darà un modulo; il
„ fusto della colonna senza Vimoscapo si farà di moduli i/j.; il capitello sarà un modulo : Vorna-
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