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Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

Page: 29
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D’ ARCHITETTURA..

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stesso che il piedèstaìlo ) dice dover essere alto il detto poggio la duodecima parte dell’orche-
stra , onde non è possibile addurne una determinata regola; ecco le sue stesse parole (i). Il
medesimo Vitruvio non assegna base alcuna all’ordine Dorico; ma sotto il medesimo colloca
la base atticnrga , e le assegna mezzo diametro di altezza. I membri che l’adornano sono il
plinto, il toro inferiore, un pianetto, una scozia, altro toro detto superiore, e l’imoscapo
della colonna; dà di aggetto alla detta base la quinta parte del diametro della colonna . Dà
al l’usto della medesima sei diametri ; e di ristringimento la sesta parte del suo diametro in-
feriore. Al capitello assegna di altezza mezzo diametro, e l’adorna col fregio (denominato
particolarmente fregio della colonna), che pianta sopra il collarino, e gli dà di aggetto un
sesto di diametro, quale aggetto da Monsig. Barbaro con ragione fu riputato scarso e difettoso.
Assegna all’architrave mezzo diametro di altezza ; al fregio dà di altezza tre quarti di dia-
metro. Alla cornice dà trentacinque parti, compresa la Sima. La trabeazione è prossimamente
la quarta parte dell’altezza della colonna, compresavi base e capitello. Secondo il mio rag-
guaglio ascende tutta l’altezza a moduli otto e parti cinquanta, come vedesi neLla suddetta
Tavola XVI (Fig. i. segnata lettera A).
PALLADIO.
Attribuisce questo autore al piedestallo Dorico poco meno di due diametri, ed un terzo,
delia colonna, e lo divide in tre parti, cioè basamento, dado e cimasa. Al dado assegna di
altezza un diametro ed un terzo della colonna. Alla cimasa ne dà un terzo del diametro sud-
detto . Fa la base atticurga, e soltanto differisce, perchè il plinto della stessa base forma ua
guscio supino, unendosi coll’aggetto della cimasa del piedestallo. Ila ciò praticato, affinchè
l’acqua e le nevi abbiano maggiore scolo. Al fusto della colonna però quest’autore ac-
corda diverse proporzioni, dicendo che se sarà appoggiata a’ pilastri, sarà otto diametri e cin-
que duodecimi, e se isolata, o sette, o otto diametri. L’adorna con ventiquattro scanalature,
dandole di diminuzione l’ottava parte del diametro inferiore della colonna. Attribuisce al
capitello mezzo diametro, adornandolo delle stesse parti come Vitruvio; solamente nel fregio
del capitello oltre le rose vi aggiunge altri quattro bori di mezzo-rilievo, e assegna di ag-
getto poco più della quinta parte del diametro. All’architrave, fregio e cornice assegna di
altezza la quarta parte della colonna. Dunque tutta l’altezza di quest'ordine consiste in mo-
duli undici e parti quarantasette giusta il mio ragguaglio, come vedesi espresso nella Tavola
XVI. (Fig. 2. lettera B).
V ° ' S E R L I O.
Le regole delle quali il medesimo si serve per fare l’ordine Dorico, sono le seguenti. As-
segna d’altezza al piedestallo poco meno di tre diametri; dividendo come gli altri in tre
parti, cioè basamento, dado e cimasa. Dimostra la regola per formare il Dado del piede-
stallo, dicendo, che fissata la sua larghezza a piombo del plinto della base, se ne formi un
quadrato; indi tirata in questo quadrato la diagonale, la larghezza di questa sarà appunto
l’altezza di detto dado: qual proporzione vien denominata da questo Autore Diagonea. L'al-
tezza della cimasa non deve esser minore, secondo il vero Testo del Serlio, di quella del
basamento, non indicandoci tuttavia alcuna regola per il di lei aggetto. La base è Atti-
curga, il di cui aggetto sarà un quarto di diametro. Dà sei diametri di altezza al tronco
della colonna, adornandola con venti scanalature: il capitello differisce soltanto nell’aggetto
da quello di Vitruvio. L’Architrave ed il fregio non si discostano molto dagli altri già de-
scritti; ed alla cornice dà di aggetto ]’istesso dell’altezza. Onde a tutto l’Ordine, traspor-
tato secondo il mio ragguaglio, assegna di altezza moduli undici e parti quarantanove e
mezzo , conforme si vede espresso nella predetta Tavola X^ I.
8.CAMOZZI.
Lardine Dorico descrittoci dallo Scamozzi è parimenti consimile alìi già descritti; onde
non mi tratterrò iu ripetizioni e lunghe spiegazioni. Attribuisce d’altezza al piedestallo du$

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(j) Lib. 5. Cap. 7. Podii altitudo ab libramento pulpiti cuoi corona et lysi, duodecima orchestra diametri.
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