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Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

Page: 31
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D* ARCHITETTURA.

3r

TAVOLA XVII.
Del piedestallo Ionico.
r»9 La cornice dell’imposta qui di contro disegnata d’ordine Ionico è d’altezza un modulo,
„ e la sua projettura un terzo di modulo , ed i particolari membri si possono vedere da’ nu-
„ meri, come quelli del piedestallo e base . ”
Viene attribuita dal Vignola al piedestallo l'altezza di moduli sei, che viene ad essere la
terza parte della colonna, compresavi base e capitello. Lo divide pertanto in tre parti, quali
sono basamento, dado e cimasa. Al basamento dà mezzo modulo d’altezza, adornandolo d’tm
zoccolo, d'un listello, d’una gola dritta supina, di un tondino, e di un listello, il quale
vieu compreso nell’altezza del dado, che è di moduli cinque, ed in questa stessa altezza ri-
mane compreso il listello superiore ove comincia la cimasa. Assegna al dado moduli cinque,
ed alla cimasa assegna l’altezza di mezzo modulo, a cui dà per ornamento un tondino, un
ovolo, il gocciolatojo, la gola rovescia con il suo pialletto, dandogli di aggetto dieci parti di
modulo. Alla base dà di altezza un modulo, e di aggetto parti sette, adornandola con un
plinto, un listello, un guscio, un altro listello, due tondini, un altro piccolo listello, un
altro guscio, un listelletto^ un toro, e l’imoscapo, che va compreso nel fusto della colonna.
Adorna il fusto della medesima colonna con ventiquattro scanalature, dandole di altezza se-
dici moduli ed un terzo di modulo. All’imposta assegna un modulo di altezza, dandole un
terzo di aggetto. L’adorna con due fasce, un listello, un tondino intagliato di fusarole, un
ovolo intagliato, il gocciolatojo, ed una gola rovescia intagliata, e finalmente un pianetto.
Alla fascia che forma mostra dell’arco, dà un modulo di larghezza, adornandola con due fa-
sce, una gola rovescia intagliata con archetti ed un listello, come vedesi espresso nella pre-
detta Tavola XVII.
TAVOLA XVIII.


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Regola descritta dal Vignola per fare la voluta del capitello Ionico.
„ Tirato il cateto di questa prima voluta, ed un’altra linea in squadro, che passi per il
„ centro dell’occhio, si divide il detto occhio nel modo segnato di sopra nella figura A; o
,, facendo centro nel punto segnato i., si gira col compasso una quarta di circolo: di poi si
fa centro al punto a., e stringendo il compasso si gira l’altra quarta di circolo; e così pro-
cedendo si fanno li tre giri compitamente .
„ Per fare poi la grossezza del listello, siccome egli è la quarta parte della larghezza che
„ resta di sopra il primo giro, così si devono partire gli intervalli de’ centri in quattro parti
eguali, e restando in dentro una delle suddette parti, si girerà il compasso come si è fatto
a descrivere i primi giri, e si avrà formato il listello della voluta, la cui larghezza si an-
drà sminuendo colla dovuta proporzione come si vede. ”
Ilo sottoposto alf alzata la pianta in grande, affine di vedere con maggior chiarezza la cor-
rispondenza delle parti *
TAVOLA XIX.

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9>

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Altra regola.
„ \ olendo fare la voluta nel modo qui^ contro disegnata, tirasi la orizzontale per lo cen-
tro dell’occhio; facciasi passare per lo stesso centro l’altra linea detto Cateto, e quindi si
dividerà il circolo dell’occhio della stessa voluta in otto parti uguali, per le quali si tire-
,, ranno le linee, conte si vede: indi a parte si farà il triangolo B,C,D, che la linea BG
sia parti nove di un modulo, e la CD parti sette, e facendo centro in D si descriverà la
„ porzione di circolo, dividendola in ventiquattro parti, e prolungando per dette parti tanti
raggi che taglino la BC: avuti li punti in detta linea BC, questi si dovranno trasportare
nelle linee che dividono la circonferenza della voluta., il che facilmente da tutti sarà in-
teso osservando li numeri corrispondenti.
IVr segnare i siri si trovano i centri per mezzo di tante intersecazioni, operando come
W. q. D ^

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