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Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

Page: 39
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D’ARCHITETTURA.



SPIEGAZIONE DELLA TAVOLA XXXI.

DI RAGGUAGLIO DELL ORDINE CORINTIO.

n

v mi u v i o.
i oco abbiamo del Corintio da Vitruvio, e circa a quel tanto che ne fu discorso nel princi-
pio di questo capitolo, riguardo alla sua origine ed invenzione, in tutto e per tutto ci ri-
portiamo. Dice pertanto il medesimo autore, che il capitello corintio si faccia alto un dia-
metro intiero; poi si formi nella sua pianta una diagonale, che sia lunga due diametri, per
mezzo della quale saranno uguali le quattro facce, giusta la lunghezza dell’arco, il quale ò
curvo; dovendo essere gli estremi angoli la nona parte di lunghezza , e di altezza la settima
parte del medesimo capitello; il restante del suddetto capitello si dividerà in tre parti, una
delle quali si darà alla foglia inferiore, la foglia superiore occuperà la parte di mezzo, ed i
caulicoli abbiano la stessa altezza. Riporterò il testo genuino di Vitruvio circa il capitello
corintio (i), mentre avendo seguita la spiegazione di Monsignor Daniel Barbaro, giusta il suo
commento dell5 anno 1556 ritrovo, che esso forma l’ordine Corintio composto di piedestallo,
colonna e cornicione. Credo altresì, che questa sia un’aggiunta fatta dal medesimo, e perciò
tralascierò di farne ulteriori spiegazioni. La figura bensì indicata nella Tavola suddetta XXXI.,
segnata A, è quella di Vitruvio secondo il sovrallodato Daniel Barbaro, in cui con ogni ac-
curatezza ho procurato di mettere tutto ciò, che dal medesimo viene espresso ne1 suoi com-
mentari dottamente prodotti in Vitruvio. Tutta l’altezza di quest’oid ine-, secondo il mio rag-
guaglio, ascende a moduli quattordici e parti diciotto ed un sesto.
PALLADIO.
Quest’autore adorna il piedestallo [delle tre solite parti, che sono basamento, dado e ci-
masa; le modanature che ornano le medesime, chiaramente si scorgono nella Fig. 2. lettera B.
Tutta l’altezza del piedestallo viene ad essere poco più della quarta parte della colonna. Alla
base della suddetta colonna assegna mezzo modulo di altezza , al fusto della colonna assegna
sette diametri e mezzo, adornandola di ventiquattro scanalature, le quali fino al terzo del
fusto suddetto sono convesse, e di sopra concave. Di un modulo e parti dieci di altezza al
capitello, adornandolo con due filari di foglie, caulicoli ed abaco; ed all’altezza dell’archi-
trave, fregio e cornice assegna la quinta parte della colonna, compresa base e capitello. Si
avverte, che molti membri di quest’ordine si ornano da ciascun autore con Ovoli, Frondette,
Archetti, Fusaroli ed altri intagli. Tutta l’altezza di quest’ordine, secondo il mio ragguaglio,
consiste in moduli tredici e parti cioquantaquattro. Tavola XXXI. lettera B.
S E R L I O.
Per tema di confondere la niente de’ principianti, si tralascia di addurre le ìnnumerahili
divisioni solite farsi da questo autore. Seguendo Io stesso metodo tenuto con gli altri circa la
spiegazione del presente ordine corintio e sue divisioni, ridotte per maggior facilità ad una
stessa e proporzionata misura, ne addurrò brevemente ciò che esso prescrive: assegna al basa-
mento, fusto e cimasa del piedestallo l’altezza di tre diametri ed un quarto; alla base dà
mezzo diametro d’altezza, quando la stessa sia all’altezza del nostro occhio; nia se la base
verrà collocata in luogo superiore all’occhio de’ riguardanti , avverte allora che far si deb-

(1) Vitr. Lib■ 4- Cap. I. Ejus autein capituli symmetria
sic est faccenda , uti quarta fuerit crassitudo irn© column© ,
tanta sit altitudo capituli cum abaco; abaci latitudo ita ha-
beat rationem , ut quarta fuerit altitudo , bis tanta sit dia-
gonios ab angulo , ad angnlum : apatia enim ita justas liabe-
bunt frontes quoquoversu9 . Latitudini irontes sinuentur in-
trorsus ab extremis angulis abaci , su® frontis latitudini
nona. Ad immn capituli tantara habea,t crassitudinem , quan-
tam habet sumina columna, praeter apotliesim, et astragalum,
abaci crassitudo septima eapituli altitudini. Deinpta abaci

crassitudine , dividatur reliqua pars in partes tres, ex qui-
bus una imo folio detur , secundum folium mediam altitu-
dinem teneat, cauliculi eandein habeant altitudinem, e qui-
bus folia nascuntur projecta , uti abacum excipiant, qua» ex
cauliculorum foliis nata procurrunt ad extremos angulos vo-
luta; } minoresque; helices intra suurn medium, qui sunt in
abaco, floribus subjecti scalpantur , llores in quatuor parti-
bus quanta erit abaci crassitudo, tam magni formentur , it*
bis symmetriis corimbi capitala suas habebunt exactionea-

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