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Vignola, Giacomo Barozzi; Amati, Carlo [Editor]
Gli Ordini di architettura del Barozzi da Vignola — Milano, 1805

Page: 56
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erano degli uomini savi i le seconde dette augusta furono
degl’Imperatori e de’Re; le maggiori si diedero agli Eroi;
e le grandissime erano per tre volte il doppio del corpo
umano , e che chiamansi colossi , si dedicarono a’ Numi .
La voce statua viene dal latino stare .
STEREOBATE . Una specie di piedestallo o zoccolo
continuato , che serve a sostenere T edificio , e che si fab-
brica immediatamente sopra il fondamento.
STILOBATE . Vedi PIEDESTALLO.
STIPITI. Sono que’lati della porta in forma di pilastri
lapidei rettangoli , che terminano P apertura dalla parte
dell'ingresso, sopra i quali posa l’architrave.
STUFA . Camera del bagno fatta in volta e preparata
per sudare; onde aveva la sua fornacetta sotto il pavimento.
In greco Jicesi ippocausto.
SUPERFICIE. L’esteriore di un solido, che è quella
estensione che ha solamente lunghezza e larghezza . Al-
cune superfìcie sono piane, altre convesse, e tal’ altie con-
cave ; e vi possono essere delle altre composte di esse tre
specie .
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Cablino. Luogo da conservare le memorie scritte delle
cose operate. Vedi ARCHIVIO. Egli viene così chiamato
dalle tavole con cui era costruito. Sembra che il tabiino in
tempo di Vitruvio , fosse un luogo adorno della casa , ed e-
gli dà le misure dell’altezza, ove si dovevan porre le travi
del soilìtto , la quale dipendeva dall’ atrio a cui rimaneva
congiunto .
TAGLIA. Carrucola di legno o di meta ! lo , colla quale
si tirano su o si calano i pesi , detta anche troclea , reca-
mo . girella e paleggio.
TEATRO . Luogo ampio in una città per rappresentare
gli spettacpli . La sua forma antica era circolare ovvero
semicircolare , intorno alla quale eranvi i gradi per sedervi
gli spettatori . La parte interiore del semicircolo circondata
da’gradi si chiamava orchestra. In essa presso i Romani se-
devano le persone dignitose ; ma presso i Greci vi si dava
luogo a’ ballerini e suonatori. Nel diametro o corda della
sua curvità ha il palco e la scena . Dal greco prende il
lumie di teatro, che significa vedere. Vitruvio ( Z. 5. 6. 8. )
tratta del teatio latino e greco. Plinio ne discorre ( Z. 36.
i5 ), e ci descrive il teatro versatile di INI. Scarno • Andrea
Palladio ad imitazione degli antichi costrnsse il teatro olim-
pico in Vicenza ; ma Invece d’ un semicircolo, a motivo del
sito, elesse una semiellissi.
TEATRO MODERNO . Vase grande , ove concorrono
molti ceti di persone a trattenersi per godere degli spetta-
coli pubblici . Le sue parti essenziali sono la platea, circon-
data da’ palchetti a più ordini ; 1’ orchestra ed il palco
scenico , la cui imboccatura chiamasi proscenio • Per le av-
vertenze di formare mi teatro , sarebbero <1 a consultarsi le
seguenti opere . La costruzione de’ teatri di Vicenzo Lam-
berti (Napoli 1781.); l’opera di Francesco Riccati (Bus-
sano 1790.); il teatro di Francesco Milizia ( Venezia 1773.),
e le Scene del teatro del Verzaro di Perugia ( Perugia 1785. ).
TEGOLA . In latino Tegula ed Imbrex, siccome quella
che cuopre il tetto e getta lungi le acque dall’ edificio .
TEMPIO. Con varj nomi si denominò dagli antichi scrit-
tori, perchè vario ne era il fine a cui venivano destinati.
Vitruvio insegna le simmetrie de’ templi nel terzo e quar-
to libro. Egli nella costruzione de’tetti chiama tempia i
travi a traverso , e sopra i cantieri o cavalli . Dal Barbaro
chiamansi tempiali, e comunemente paradossi, sopra i (piali
si dispongono gli asserì o vergoli , che reggono le tegole.
Vitruvio nei 11 b 3. c. 1. nomina sette generi de’ tenqq , cioè
in Antis , che i Greci dicono Naos en parastasin , il Pic-
.nostilo , PAnfiprestilo, il Perìptero , e lo Pscudodiptero , il Di-
ptero e 1’ Jpieio ; oltre poi al tempio rotondo, cioè Monupte-
ro, ed il tempio rotondo periptero, de’ quali tratta al lib. 4- c- 7*
TERME. Grandi e magnifici edificj pubblici per i ba-
gni . Voce greca , che significa calore .
TESTUGGINE . Coperto interiore d’ un vase <1’ un edi-
ficio o con tetto o con volta , che abbia la torma in log-
gia dell’ animale testaceo , che testuggine si chiama . Con
codeata voce si esprime un’ antica macchina militare , usata
negli asseti j delle città , con la quale si teneva coperto l’a-
riete .
TETRASTILO . Facciata di quattro colonne .
TETTO . Arnntura di travi e tegole per coperto delle
fabbriche .

T
del fregio , ed è di forma triangolare , e posa sulla cornice
dell’ intavolato . ( Vitr. /. 3. c. 3* ) - '
TIRANTI. Travi che nel tetto inclinano ad angolo dalla
sommità alle grondaie, e si dicono anche cavalli e canteri
TONDINO . Vedi FUSAROLO .
riORO. Membro delle basi, rotondo a foggia di ‘'rosso
anello . Voce grecanica , che significa cuscino o piumaccio .
Si dice anche bastone .
TRABEAZIONE. Vedi INTAVOLATO.
TRIBUNA. Gran nicchia nel fondo di un tempio. Di-
cesi anche tribuna un luogo destinato in alto per i cantori
e suonatori . La voce deriva dal greco , perche dicendosi in
latino apsis , si viene a significare luce.
TRIBUNALE . Edificio che ha per fine il concorso di
più ordini del popolo per la distribuzione delia giustizia.
Fra gli antichi Romani quest’edificio fu la basilica, ove in
fondo eravi il tribunale in forma semicircolare , come da
Vitruvio si accenna ( l. 5. 1. ). Egli -pure nel tempio rao-
nottero ( /. 4. 7. ) , che non ha muraglie , vuole il tribuna-
le, cioè «jneIla gradinata, sulla cui vetta si ergeva l’altare.
TRIGLIFI. Ornamenti caratteristici del fregio dell’or-
dine dorico, i quali, secondo Vitruvio ( Z. 4 a.), sono imma-
gini delle teste de5 travi ; detti così da tre canaletti che por-
tano , cioè due nel mezzo , e due mezzi canali nelle estre-
mità ; e si dicono anche trisolchi .
TROFEO . Dal greco trope , cioè furto del nemico . Gli
Architetti chiamano trofei quegli adornamenti composti di
spoglie campali , e di cose appropriate alla guerra, e messi
con bell’ordine in gruppo. Anche l’agricoltura, la caccia,
e i tempj sacri possono avere i loro trofei bene appropriati ,
e così la musica , la geometria , 1’ architettura e che si si,a
altro , si può benissimo esprimere co’ trofei .
TRONQO . Si dice del fusto d’una colonna , del dado
o specchio d’ un piedestallo , d’ una statua senza braccia e
gambe .
V
ASO . Corpo del capitello corintio e composito .
VENUSTA’. Ella è quel genio che dall’intelletto del
professore traspira nelle opere da esso manufatte . Essa di-
pende dal lume , dalle ombre , e dalla prospettiva , ed è
una delle prerogative della bellezza .
VESTIBOLO. Egli è il primo luogo che si trova nell’en-
trare in un edificio considerabile . La sua denominazione
derivata è dall’uso, che gli antichi avevano di dedicare
quel luogo alla Dea Vesta . ( Vitr. I. 6. c. 8. ).
VIALE. Luogo aperto e lungo da passeggiare con spal-
liere d’ alberi e di verzure .
^ I l’LCCI . In Architettura sono gli adornamenti del ca-
pitello corintio, detti anche caulicoli , che escono dalle fo-
glie ed arrivano all’abaco, ove sotto le cantonate di esso
si accartocciano , e quei che restano in fronte del capitello
si congiungono insieme . Viticci si dicono certi strumenti (li
metallo o d’ altro , i quali s’ appiccano alle muraglie per
reggere i lumi.
VIVO . S’ intende la linea retta della colonna o del pi-
lastro , ovvero d’ un muro ec. , che partendosi dalla som-
mità piomba al da piedi .
VOLTE. Sono coperture curvate, che si fanno di varie
forme , cioè a mezza botte , a crociera , a schifo , a vela , a
cupola , piatte ec.
VOLUTA . Curvatura in linea spirale , che si usa per
ornare i capitelli sotto T abaco ,• tanto all’ ordine jonico
che al corintio , ed al composito . Servono anche per orna-
mento delle mensole o cartelle.
VOVOLO e OVOLO . Membro curvilineo , d’ ordinario
eguale ad un quarto di circolo , che gli prefìgge lo sporto .
Talora s’ intaglia . Vedi ECHINO .
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NI VERSILA’. Luogo con molte stanze per le scuole,
con campanile, ed osservatorio astronomico .
LTRNA . Sorta di vase basso e largo . Urna cineraria
presso gli antichi era quella che conteneva le ceneri del de-
funto ; e ad imitazione loro i moderni rappresentano code-
sti vasi sopra i sepolcri .
7 Z
Z-jANOA. Dal greco, che significa cosa che piega. Lo Sca-
ìnozzi ( Z. 6. 35. ) intese di così nominare gli aggetti da de-
stra e da sinistra del sopralimitare delle porte .
ZECCA . Luogo dove si battono le monete .
ZOCCOLO. Vedi DADO .
ZOFORO . Voce gieca, che significa portatore d’animali.
Vedi FREGIO .

TIEPI DARIO . Stanza del bagno in cui sì usava dell’ac-
qua tiepida . ( Vitr. I. 5. c. io. ) •
TIMPANO. Voce greca, che significa tamburo. Questa
è la natte d<\l fondo de’ frontespizi che corrisponde al vivo


Sì ritrova presso l’Autore stesso il libro in foglio grande, che tratta delle regole del Chiar-oscuru in Architettura , al prezzo di
]ir. 16. di Milano.

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